ArigrafMediterraneo_Regular

I Test Carta e Matita: Disegna una Famiglia

In questo articolo ci dedichiamo ai test carta e matita: disegna una famiglia. 

Perché il test carta e matita della Famiglia?

Perché è di importanza fondamentale nella formazione della personalità il modo in cui si vivono i rapporti affettivi con i familiari. Infatti questo test ci dà  indicazioni su come  il bambino li vive, su  come li percepisce, su quali sono i sentimenti che veramente prova anche a livello inconscio.

Fornisce molte informazioni sull’ambiente sociale, culturale ed economico in cui la famiglia vive. Nonostante le trasformazioni  di  “status” (struttura sociologica diversa) e il malessere che ne deriva la famiglia continua ad essere il luogo nel quale  le esigenze psicoemotive  (di protezione, affetto, sicurezza) e sociali del bambino sono accolte e integrate. Questa gli permette di costruire, attraverso i rapporti di interscambio dinamico, schemi di comportamento, valori, aspettative che sono i cardini della sua  futura identità.

Come interpretare correttamente.

Nell’interpretazione bisogna tener conto  che il bambino è in tutto il disegno e che nel disegno ci sono 3 messaggi: il primo riguarda l’autodefinizione di se stesso (diretta o indiretta): ci dice come si vede o come vorrebbe essere;  nel secondo  ci comunica  “voglio che tu sappia come io vedo la mia famiglia, come mi sento al suo interno e come vedo ogni suo componente”; il terzo (non sempre presente) ci  può dare indicazioni su come sta vivendo la figura del terapeuta (che a volte può essere un personaggio aggiunto). 

Il  nucleo familiare fornisce  al bambino modelli di condotta che possono essere sani  e che sono identificabili nella chiarezza e nella delimitazione dei ruoli, nell’accettazione di ogni componente familiare da parte degli altri, nella tensione costante di ogni membro verso i bisogni psicofisici degli altri, e modelli di condotta patogeni come:

  • il rifiuto manifesto o nascosto che può provocare senso di insicurezza e inadeguatezza,
  • l’asfissia psicologica (iperprotezione) che può determinare debolezza, passività, dipendenza,  incapacità di sostenere frustrazioni e sforzi, pretese e paura,
  • la disciplina eccessiva che provoca dipendenza ma insieme ostilità, insicurezza e ribellione,  
  • l’indulgenza eccessiva che può dare indifferenza, egoismo,  esagerate esigenze, impazienza, aggressività unita a delusione.

Sono tali meccanismi che l’interpretazione del test carta e matita permette di far emergere. Il test è valido dai 6 anni e, per D. Passi Tognazzo, fino ai 15 anni. 

La Consegna

La  consegna per alcuni autori come M. Porot e F. Minkowska e  N. Fukada è  “Disegna la tua famiglia”: per R.C. Burns e H. Kaufma è “ Disegna la famiglia  mentre  i suoi componenti stanno facendo qualcosa”; per altri autori, tra cui  A. Berge e L. Corman, con i quali sono d’accordo perché facilita la proiezione, è: “Disegna una famiglia” (di  tua invenzione); Spesso i bambini si attengono comunque alla propria famiglia (Corman dice che questi hanno probabilmente un Super-Io notevole perché è inibita la spontaneità). Ovviamente occorre conoscere la composizione reale della famiglia del bambino. Molti sono gli elementi che si devono osservare:

  • l’ordine con il quale si disegnano i vari personaggi
  • il loro movimento e la loro collocazione nello spazio  
  • l’uso del colore
  • il  tempo dedicato a ciascuno di loro.

Come Approfondire

Occorre poi approfondire il contenuto del test carta e matita con il colloquio tenendo conto che la tendenza alla identificazione segue il principio di piacere e non quello di realtà. Fare perciò indicare  identità, sesso, età e ruolo con il nome vicino ad ogni personaggio, chiedere: dove sono? Che fanno? Chi è il più buono? Chi il meno buono? Chi è il più felice? Chi il meno felice? Chi è il più simpatico? Chi il meno simpatico? Chi vorresti essere o quale altro vorresti essere ?

Per  Corman si può aggiungere: la famiglia fa una gita in auto, c’è posto per tutti meno per uno, chi rimane a casa? (è inconsciamente quello che il bambino esclude).

L’intepretazione dei test carta e matita

Per D. Passi Tognazzo ci sono tre livelli di interpretazione:

il livello grafico che tiene conto in particolare della simbologia dello spazio, della dimensione e del tratto e pressione. Questo livello di interpretazione è competenza specifica del grafologo-rieducatore. Occorre controllare le stereotipie che costituiscono una inibizione alla spontaneità, una costrizione dalle regole fino  alla ossessività;

il livello formale che dipende dall’età (tenere conto del test di Goodenough); se i personaggi hanno un basso livello formale rispetto a questa e l’intelligenza del ragazzo è normale, può ipotizzarsi una inibizione o anche disturbi delle schema corporeo, o ancora una eventuale dislessia. Se non sono disegnati i tratti del volto si possono ipotizzare rapporti difficili tra i familiari;

il contenuto che è l’elemento più  importante. Per questo  occorre tener conto di diversi elementi come  la composizione della famiglia,  i personaggi eliminati (l’eliminazione  può interpretarsi come devalorizzazione del familiare o negazione della sua esistenza, o ancora non accettazione, gelosia, non amore, conflitto affettivo, presenza che disturba il bambino). Se non disegna se stesso (frequente se c’è un handicap) potrebbe essere mal adattato alla famiglia o non sentirsi accettato nel nucleo familiare, significa probabilmente che ha poca autostima, che vorrebbe essere diverso e/o che si identifica con un altro personaggio. 

I personaggi

Possono essere presenti personaggi aggiunti, che in genere esprimono la realizzazione nella fantasia di tendenze, tensioni, aspirazioni e desideri che il bambino non riesce a soddisfare nella realtà; possono ancora tradurre il desiderio che quella persona faccia parte della famiglia o possono essere un duplicato dell’autore (come età o sesso) e rappresentano ideali desiderati che sono o realizzano quello che il bambino non riesce ad attuare.

Se ci sono personaggi travestiti come ad esempio animali, è presente una forma di difesa dal disagio di una realtà sentita sgradevole da  chi disegna o anche  presenza di una censura egoica e superegoica forte per cui viene spostata sull’animale, che è più lontano nella realtà intrapsichica del bambino, la soddisfazione delle esigenze più nascoste e censurate che non si riesce a collocare in un personaggio umano. Le tendenze censurate sono spesso  di aggressività o sessualità, il bambino non se le assume direttamente e le sposta su un animale. Al posto dei personaggi possono anche essere disegnati oggetti (ad esempio re, regina e/o altri elementi degli scacchi), in questi casi  la famiglia potrebbe essere percepita con scarso o nullo contenuto affettivo.

Per A. Oliverio Ferraris se  non si è stabilito con i genitori uno scambio affettivo soddisfacente, se non si vive con loro un rapporto di reale empatia, si potrebbe rappresentare la famiglia a tavola, in quanto l’oralità presente nel disegno indicherebbe bisogno di introiettare, associando l’affetto al cibo per cui mangiare è ricercare amore e attenzioni.  Ma la carenza affettiva può esprimersi anche con eccesso di ombreggiatura e uso del nero.

Il posto del bambino rispetto ai familiari permette di  capire i legami affettivi che secondo il bambino esistono tra i vari familiari (come percepisce il loro rapporto). In genere il bambino si disegna vicino a chi ama di più o con cui si sente più a suo agio.  Occorre tener conto delle grandezze delle diverse figure:  la grandezza e piccolezza possono significare presenza o  assenza.  I personaggi che sono vicini, che si guardano o svolgono una attività comune sono indizi di vicinanza affettiva;  quelli lontani, o  impegnati ognuna in attività autonome, personaggi sovrapposti; su piani o in angoli o in ambienti diversi o separati da linee indicano rapporti difficili o l’esistenza di ostacoli tra i personaggi; il bambino  tra i genitori indica  generalmente un  bisogno di protezione.

Osservando la valorizzazione o svalorizzazione dei personaggi, occorre tener conto che più spesso la figura dominante è maschile (si è accertato che nelle società non androcentriche è invece femminile, come ad esempio in Sardegna). Poiché nel test carta e matita il bambino tende a identificarsi, in questo caso gli si disegna vicino o lo valorizza. Il personaggio valorizzato è  quello sul quale è diretta la carica affettiva maggiore (amore o invidia o timore  o desiderio di identificazione) ed  è spesso il primo ad essere disegnato perché il bambino tende e proiettare all’inizio le parti positive;  spesso il primo da sinistra, può anche essere: il più grande, il più dinamico e movimentato, quello di profilo, quello ripetuto, quello centrale, quello più rifinito, curato o ricco di particolari, il più completo o evoluto, quello guardato dagli  altri, il più somigliante al reale, il  più  colorato, il  più valorizzato dai commenti. Il personaggio svalorizzato è il più indifferente al bambino o quello verso cui manifesta  maggior ostilità, risentimento ed è o quello eliminato o dimenticato (massima valorizzazione: l’autore si augura consciamente o inconsciamente che non faccia parte della famiglia), oppure quello disegnato per ultimo o a destra del foglio o sul bordo, o ancora: quello disegnato col tratto più lieve o meno colorato, o  più piccolo, o in disparte, o disegnato peggio, o ancora senza il nome, o con giudizio negativo, o senza una parte del corpo (per Porot senza braccia può significare che è manesco), se è il bambino stesso è anche indice di valorizzazione di sé, di  scarsa autostima, così come succede per il contenuto del disegno. 

Se un personaggio è disegnato e cancellato può significare desiderio di accettarlo ma prevalenza della tendenza ad aggredirlo o annullarlo, può esistere  un’ ambivalenza affettiva che è più conflittuale della dimenticanza.

A volte le difese nette in atto da chi disegna non permettono proiezioni sufficienti per trarre utili indicazioni. In tal caso si può proporre un gioco:  “immaginiamo che tu sia un mago (o una fata) e la matita sia una bacchetta magica con cui puoi trasformare ogni familiare in un’altra cosa e disegna la tua famiglia così  trasformata”. E poi chiedere il perché.      

Figura 1. Disegno della famiglia di Riccardo, 11 anni; il  nonno, poco apprezzato dal ragazzino, è disegnato lontano rispetto al nucleo familiare.

Test Carta e Matita: Disegna una Famiglia

Figura 2. Angelo, 14 anni: ha una sorella più piccola di cui è stato molto geloso, la esclude infatti dal disegno della famiglia.

Test Carta e Matita: come capire la personalità di un Bimbo

Figura 3. Edoardo, autore di questo disegno ha 8 anni. Il bambino soffriva molto la mancanza del padre medico che vedeva molto poco.

Test Carta e Matita

Figura 4. Flavio 11 anni; nel suo disegno della famiglia, lui e la mamma, con cui ha un ottimo rapporto, sono le uniche figure ad essere disegnate sorridenti.Testa Carta e Matita: indicazioni sui rapporti affettivi dei bimbi

Figura 5. Uomo 28 anni, figlio unico e orfano di padre. Il  suo disegno della famiglia è un chiaro esempio della proiezione di un desiderio inconscio. 

Test Carta e Matita: informazioni sugli ambienti circostanti ai bimbi

Author:

Dott.ssa Adriana Perris

Grafologa Professionista Specializzata in perizie per Falsificazioni, Dissimulazioni e Anonimografie.

Rieducatrice della Scrittura.

Condividi

Share on facebook
Facebook
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn

Ti potrebbero interessare anche:

Contatti

ArigrafMediterraneo

Grafologia e Scienze Umane

Via Asiago 10, 95123, Catania

Web: www.arigrafmediterraneo.it

Mail: info@arigrafmediterraneo.it

Phone: 348 0865711

Social Media